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Geologica Toscana

Viale Marconi, 106
53036 - Poggibonsi 

Siena - Italia

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Studio Associato
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Attività 
Geofisica

Geologica Toscana opera nel campo della geologia applicata dal 1984, vantando un'esperienza di oltre 9.000 progetti, in più di 380 Comuni distribuiti su gran parte del territorio italiano, tra cui molte regioni del nord e centro-sud.

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Tomografie

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Tomografie sismiche 2D

Questo metodo d'indagine, relativamente nuovo, permette la mappatura delle velocità delle onde sismiche (P e SH)  nel sottosuolo.
Poichè tali velocità sono fortemente legate alle caratteristiche geotecniche dei terreni, l'interpretazione in chiave geologica di queste sezioni viene usata per la ricostruzione stratigrafica in senso sia orizzontale e verticale.
Tale metodo risente in maniera minore del problema fondamentale delle prospezioni a rifrazione del così detto "strato nascosto", per il quale strati a velocità sismica bassa non vengono individuati se si trovano sotto a strati con velocità sismica più alta.

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Tomografie sismiche 3D

Questo complesso tipo di indagine è un moderno metodo per l'investigazione tridimensionale del sottosuolo.
In particolare risulta molto utile nella ricerca di morfologie sepolte complesse, per l'esatta individuazione dell'andamento del substrato sismico, e per la ricerca di anomalie sismiche non investigabili con altre metodologie.

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Tomografie elettriche 3D

La tomografia elettrica 3D è una metodologia di indagine che consente di visualizzare  in maniera tridimensionale il terreno, le strutture fondazionali, oggetti sepolti, cavità, morfologie interrate e quant'altro non apprezzabile tramite rappresentazione bidimensionale.
L’utilizzo di software evoluti agli elementi finiti permette di restituire modelli affidabili e rappresentabili tramite superfici iso-resistive e processi di rendering.
La tomografia elettrica tridimensionale in corrente alternata consente di ottenere dei volumi 3D di resistività tramite una serie di elettrodi posizionati al suolo e collegati, tramite un cavo digitale, al georesistivimetro.
Quest’ultimo è in grado di immettere corrente (I) e misurare le differenze di potenziale (V), secondo quadripolo prestabiliti.
I valori di resistività ottenuti possono essere correlati alle varie litologie presenti nel sottosuolo o a determinati marker come cisterne, acqua, metalli, cavità, ecc.
I principali campi di applicazione per questa tipologia di indagine sono:
Ricostruire l’assetto stratigrafico locale in modalità tridimensionale
Riscontrare la presenza di cavità sotterranee
Individuare gli acquiferi
Studiare i giacimenti minerari
Caratterizzare la bonifica ambientale

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Tomografie elettriche 2D

La tomografia elettrica consente di ricostruire la stratigrafia del sottosuolo a partire da misure di resistività, polarizzazione indotta (I.P.) e caricabilità del terreno.

La corrente viene immessa nel terreno attraverso un numero discreto di elettrodi (16, 24, 32..) collegati ad un energizzatore e disposti secondo un precisa configurazione elettrodica (stendimento dipolo – dipolo, Wenner – Schlumberger...).

L’acquisizione del parametro resistività apparente attraverso un elevato numero di misure viene  utilizzata per elaborare una pseudosezione del terreno dove con colori diversi, secondo una scala di intervalli di valori, vengono localizzate aree caratterizzate da differenti valori di resistività reale.

La tecnica è particolarmente indicata per l’individuazione di fluidi, di cavità nel sottosuolo e la ricostruzione di superfici di contatto tra terreni con proprietà geotecniche differenti (es. materiali di riporto e substrato).

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Metodologia Roll-Along

E' una variante degli stendimenti tomografici classici.
Consente di ottenere tomografie senza limiti di picchetti mantenendo costante la profondità d'indagine lungo tutto il tratto investigato.

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Ricerca di cavità in alta risoluzione
Avvicinando la distanza tra i picchetti, si riesce ad avere una buonissima risoluzione dei primi metri di terreno individuando con precisione la presenza di vuoti o cavità.

Tomografie elettriche
in mare

La tomografia elettrica in mare viene utilizzata nella maggior parte dei casi per la definizione della composizione del substrato marino, in particolare per verificare la presenza di coperture sciolte sopra le porzioni rocciose.

Come per le tomografia elettriche a terra, la lunghezza dello stendimento è direttamente proporzionale alla profondità di investigazione.

In questa indagine gioca un ruolo fondamentale la quantità di corrente immessa dagli AB, vista la bassissima resistività dell'acqua di mare.

Le configurazioni elettrodiche sono del tutto identiche o molto simili a quelle usate sulla terra ferma.
 

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